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Rapporto sugli Ufo

Indagini e Studi > Ufologia

RAPPORTO UFO: Tracce antiche e nuovi riscontri di sempre .

articolo a cura di Upui


Ufficialmente si è cominciato a parlare di Ufologia — a livello di mass media — nel 1947, con il famoso avvistamento di Kenneth Arnold. Ma sulla base di testimonianze molto più antiche, personalmente mi prendo la libertà di affermare che il ‘fenomeno degli U.F.O.’ (intendo nel senso letterale del termine) è riconducibile alle più disparate tradizioni storiche.

In seno all’Ufologia, si muovono delle diverse discipline (se così si possono chiamare) che cercano di ‘interpretare’ il fenomeno in altre chiavi di lettura: è il caso della
Clipeologia. Il termine fu inventato da Plinio il Vecchio (23-79 d.C.), “Clipei Ardentes” (scudi infuocati) per gli oggetti luminosi che, di tanto in tanto, solcavano il cielo. ‘Clypeus’ (scudo) era infatti il nome con cui i Romani - spiriti guerrieri - chiamavano gli oggetti che noi, molto più domesticamen te, abbiamo battezzato “ sottobicchieri” (dischi volanti). Plinio, non fu nè il solo nè il primo autore classico a parlarne : Lucio Manlio (III secolo a.C.) li aveva già definiti “mirabilia”, mentre il greco Arato da Soli (IV secolo a.C.) usava il termine “fenomeni”.

Dunque la realtà di queste apparizioni volanti è molto antica: che spiegazione fornire ? Si tratta di alieni che con la loro presenza hanno influenzato culture e religioni ? Oppure esistono altre ipotesi ? Chi scrive, ovviamente non intende dare una risposta assoluta alle molte domande che si potrebbero fare. Perciò l’indagine rimane a-perta ad ogni critica e riflessione.

Mi sembra opportuno menzionare un’altra questione
(su questo si veda anche il mio precedente articolo pubblicato nel numero di Dedalo di luglio 2010 “la Clipeologia una questione antica”) : nel caldo torrido e umido che caratterizza il clima dello stato del Chiapas nel Messico meridionale, coperta da una foltissima e intricata vegetazione sorge Palenque (il sito archeologico prende nome da un villaggio che si trova a 8 Km di distanza, fondato dai Domenicani nel 1564, “Santo Domingo de Palenque”), città tempio del misterioso popolo dei Maya. Nel 1949, grazie alle ricerche compiute da Alberto Ruz Lhuiller, il mistero si infittisce ; all’interno di uno dei templi del sito archeologico (Tempio delle Iscrizioni) viene scoperta quella che si potrebbe definire la raffigurazione di una apparente struttura tecnologica (intendo precisare che chi scrive è ‘alieno’ dalle interpretazioni ufologiche che si fanno della raffigurazione di Palenque). Le spiegazioni possono essere molteplici e non necessariamente di natura extraterrestre.

In altri luoghi della Terra, esistono moltissime altre palesi testimonianze di conoscenze eventualmente acquisite dall’uomo e successivamen-te perdute a causa forse di un’im-mane cataclisma o di una guerra. La lapide di Palenque, potrebbe essere una muta testimonianza di queste antichissime tecnologie perdutesi poi nel tempo. Non bisogna dimenticare per esempio la scoperta del famoso ‘Mecca-nismo di AntiKythera”, at-tualmente esposto in una teca al Museo nazionale di Atene . Cer- tamente le spiegazioni potrebbe- ro essere anche altre : nel pros-simo articolo continueremo ad analizzare la ‘
Clipeologia’.

Solo in Francia giacciono più di 500 inchieste che rappresentano oltre 2000 testimoni identificati all’anno. Nel 1976 diversi scienziati di altissimo livello accettarono di comunicare i risultati delle prime ricerche di laboratorio, mentre altri portarono prove inconfutabili dell’esistenza degli UFO : non prove scientifiche , bensì prove giudiziarie. Il signor G.Alfred, elettricista e Sindaco del comune di Saint-Simon nell’Aisde, nel 31 Gennaio del 1955, dichiarò alla polizia (che poi sulla base di ulteriori testimonianze fu aperta un’in chiesta) : “
il 19 gennaio 1955 ,verso le 22.10, ritornavo da una serata trascorsa presso un parente che abita in via d’Aartemps. Con me c’erano mia moglie e mio figlio Jean-Pierre di 9 anni, ad un certo punto la nostra attenzione fu improvvisamente richiamata da un congegno luminoso in cielo, provenien-te dalla direzione di Saint-Quentin e che si muoveva verso Cugny. L’oggetto aveva la forma di disco luminoso ,bianco,del diametro di circa venti-trenta centimetri. Dalla parte posteriore del disco si sprigionava un fascio di luce color arancione, lungo una ventina di metri e terminante a coda di pesce dalla larghez za di circa due metri. L’apparecchio si spostava a grandissima velocità. Lo seguito con lo sguardo per circa 150 metri, cioè per circa 5 secondi, fino a quando scomparve..

Non percepii alcun rumore, solo la luminosità attrasse la mia attenzione. Dopo il passaggio non notai alcun scia o scintilla. Sono certo che non era un aeroliti nè una stella filante e tutti noi l’ abbiamo constatato. Si trattava di un congegno pilotato a mano o telecomandato...”. Il signor Sindaco Alfred è conosciuto da tutti come una persona attendibile e degna di fede.A molti la dichiarazione del sindaco è parsa sincera, autentica, ma soprattutto ben lontana da una idea fantasiosa.

L’oggetto volante non identificato


a sua insaputa di altri U.F.O. avvistati in altre parti del Mondo, di cui alcuni corri-spondono anche solo in parte alla ricostruzione del Sindaco; viene da pensare a quanti tipi di mezzi possiedono o a quante razze ci osservano, forse tutte e due...
Un altro tipo di oggetto non identificato che è stato per diverse volte in diversi paesi del Mondo riconosciu-to, è quello dell’avvistamento dell’11 Giugno 1967, ove il signo H.,cancelliere presso il Tribunale di istanza di Roubaix scrisse al ministro delle forze armate testuali parole : “
Signor Ministro, ho l’onore di portare a sua conoscenza quanto io, mia moglie e mia figlia abbiamo osservato la domenica 11 c.m. alle 21.30 nel territorio di Gavrelle tra Donai e Arras nelle seguenti circostanze: mentre in automobile ci dirigevamo verso Arras ed eravamo all’altezza di Gavrelle a circa a 1 km e mezzo da tale agglomerato la mia attenzione fu attrat ta da un oggetto di colore scuro, immobile, sovrastante un campo vicino alla strada. L’oggetto si trovava a circa trenta metri di altezza e ad una distanza di quarantametri circa dal filare di alberi che costeggia la carreggiata. Quello che all’inizio avevo pensato fosse un elicottero, risultò essere, una volta che fui arrivato alla sua altezza, un congegno di forma cilindrica, grande quanto una automobile di medie dimensioni. L’oggetto sembrava possedere due stabilizzatori anch’essi cilindrici, più piccoli nella parte centrale, e terminanti in punta all’estremità. La testata della parte centrale sembrava più grossa rispetto alla coda che non era dotata di alcun timone di direzione. Il congegno era di colore grigio molto scuro, non si percepivano rumori, non si scorgevano eliche o motori di propulsione...



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