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Indagini e Studi > IN LIBRERIA
Prima di accennare, seppure brevemente e, forse, in modo lacunoso, ai simboli ricorrenti nelle opere di questo artista-medium, vorrei far notare una cosa. Le opere cartacee di Upui non possono, senz'altro, essere comprese pienamente senza tenere in considerazione le sue creazioni a rilievo, ovvero tavolette di legno (consacrate in modo particolare ) poi ricoperte di sottili lamine di rame incise con una punta rigida, il tutto "inchiodato" al legno tramite l'uso di borchie. Opere che, solitamente, hanno una funzione rituale (possono essere pentacoli di evocazione, veri e propri grimori incisi, ma anche amuleti e oggetti consacrati ad una precisa Divinità femminile). Talvolta, in alcune opere recenti, Upui collega alcuni punti e simboli all'interno delle incisioni con altri attraverso fili di rame, per indicare dei collegamenti di energia ed emozioni inerenti a quei simboli, tra zone diverse dell'opera, come in un circuito elettrico. Perché dico che i disegni non possono essere esaminati senza prendere in considerazione questo altro tipo di arte? Perché, oltre al ripetersi della simbologia personale dell'autore, essi presentano anche uno stesso modo di eseguire l'immagine che, se ben osservata, presenta una tendenza ad "uscire" dal piano, ad essere rappresentata come fosse in rilievo e, quindi, incisa "dall'interno", da "dietro" il foglio. E' importante, quindi, osservare ciò che "esce" dal fondo - grazie all'uso del chiaro scuro che Upui ottiene usando il carboncino o pastelli scuri - e ciò che vi rimane come "sfondo", per poter capire meglio a cosa l'artista abbia voluto dare una certa profondità. In un gioco di figure alcune geometriche, quasi più razionali e "maschili", nette, e figure più "decorative", arabeschi fluttuanti, quasi più "femminili", "leggere" e "lunari". Uno stile che potremmo definire "androgino" per il suo essere rigido e suadente, definito e sensuale allo stesso tempo. Una vera unione mistica degli opposti.
Sarah degli Spiriti
( Labrys) redattrice della rivista Labris
LA COPERTINA DEL LIBRO
A lato potete vedere la copertina del Libro "Upui, l'Arte della Strega", che è stato scritto in collaborazione con due Amici per me molto importanti: Sarah Bernini e Andrea Armati (già autore del testo "Lo Stregone di Assisi - il volto negato di San Francesco" .
Per ulteriori informazioni riguardo questa Opera potete rivolgervi alla Casa Editrice Eleusi Edizioni.
NEWS: Articolo scritto da Sarah in merito all'opera " Upui l'Arte della Strega" LEGGI
NEWS: Recensione dell'opera "Upui, l'Arte della Strega" a cura di Arthios LEGGI
Chi è Upui ? ( Foto )
Scarica le prime cinque pagine del libro "Upui, l'Arte della Strega"
È uno degli artisti più apprezzati del panorama neopagano italiano, ma pochi sono al corrente del suo vero nome. Quelli che frequentano l'ambiente della Stregoneria lo conoscono soprattutto per i suoi disegni, per quello stile inconfondibile che promana dai talismani, dai grimori, dagli schemi tracciati con la punta di un carboncino. Le sue incisioni su rame, ormai, sono esposte nei maggiori musei di Stregoneria e di tradizioni folcloriche del mondo: da Triora a Boscastle, in Inghilterra, fino a Salem nel Massachusetts. L'Arte di questo giovane praticante devoto alla Dea si è diffusa a macchia di leopardo mentre il suo nome magico, riportato in diverse riviste di esoterismo italiane - da Labrys a Lex Aurea fino ad Athame - non di rado è stato associato a un volto femminile. Di fatto, molti ancora oggi sono convinti che dietro quegli oscuri arabeschi ci sia la mano di una donna. Ma chi è davvero la Strega Upui?' All'inizio credevo che dare una risposta a questa domanda fosse abbastanza semplice; ero convinto, infatti, che bastasse contattare il diretto interessato e la sua identità si sarebbe svelata senza troppi problemi ai nostri occhi. A torto, pensavo che fosse facile capire cosa si celasse dietro la Strega Upui, perché nella mia mente ancora associato a quel nome c'era 'solo' un disegnatore; per carità, di certo doveva anche essere un praticante della Vecchia Religione, visto il massiccio numero di simboli pagani cui faceva ricorso nei suoi lavori. Ma in fondo, per me Upui rimaneva un disegnatore;niente di molto altro. Ora non sono più dello stesso avviso.
Andrea Armati
(già autore del testo " Lo Stregone di Assisi")
"...Fin da adolescente, Nicolò prova una forte attrazione per tutto quanto concerne le religioni. Si sente chiamato a compiere delle esperienze mistiche profonde e come dichiarerà in seguito lui stesso in una retrospettiva sul web, è convinto, alla stregua di tanti altri italiani battezzati, di poter trovare le risposte che sta cercando nella parola del Vangelo. Il suo desiderio, che si trascina fin dall'età di 17 anni, in breve lo porta a studiare da vicino non solo il catechismo della Chiesa Cattolica, ma anche tutte le confessioni cristiane alternative, dalla Chiesa Evangelica fino ai Testimoni di Geova e ai Mormoni. In quel periodo si procura decine e decine di pubblicazioni a carattere cristologico; grazie a una frequentazione assidua di quella che dagli addetti ai lavori è chiamata per esteso la 'Chiesa di Gesù Cristo e dei Santi degli Ultimi Giorni' , Nicolò entra in possesso oltre al Libro di Mormon, anche del testo 'Dottrina e Alleanze è perla di gran prezzo' (conosciuto da altri con la sigla DeA), riservato ai soli Mormoni praticanti...." (stralcio tratto dalla biografia di Upui).